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Giordano Emilio Ghirardi

Giordano Emilio Ghirardi

Medico, ricercatore, capitano d’industria e filantropo

 

Giordano Emilio Ghirardi. Salgareda (Tv), 19 Dicembre 1898 – Milano, 7 Febbraio 1990

Il professor Giordano Emilio Ghirardi, è stata una figura di spicco della industria farmaceutica Italiana del ‘900. Fa parte infatti di quel gruppo di imprenditori pionieri, i quali hanno avuto la capacità di “leggere” le opportunità offerte dallo sviluppo tecnologico che ha seguito il primo dopoguerra, ed intuire l’importanza di sviluppare la ricerca in direzione produttiva, agli albori dello sviluppo industriale che caratterizzerà la farmaceutica Italiana durante lo scorso secolo. Grazie alle intuizioni di queste personalità, a ponte tra ricerca ed industria, l’Italia è stata in grado di costituire le solide basi di questo settore, in particolare nel periodo tra le due guerre e successivamente nel corso degli anni quaranta e cinquanta. Utilizzando una definizione forse un po’ abusata, si potrebbe definire Ghirardi un vero pioniere dell’imprenditoria italiana. Erano tempi in cui non la finanza, come largamente avviene ai nostri giorni, ma lo sviluppo economico e la produzione industriale caratterizzavano la crescita e le scelte economiche del paese. Intuizione e genialità pionieristiche descrivono bene i tratti della personalità di Ghirardi, il quale riusciva a coniugare in modo efficace una rigorosa cultura scientifica, maturata nel corso degli studi Medici compiuti presso gli Atenei di Padova prima e di Milano successivamente, con una vasta cultura umanistica derivata dalle tradizioni familiari e coltivata incessantemente durante tutto il corso della sua vita.

Note storiche sulla famiglia Ghirardi – Giordano Emilio Ghirardi, nasce da nobile famiglia patrizia veneziana di origine Istriana, le cui origini risalgono agli albori dell’anno mille. Una famiglia che conta illustri antenati, i quali si sono grandemente distinti nella vita della Repubblica di Venezia. I membri della nobile famiglia Ghirardi hanno ricoperto infatti durante i secoli ruoli e cariche politiche ed amministrative di grande rilievo nella storia della Repubblica di Venezia. Sono stati comandanti di gruppi navali, hanno avuto parte nella colonizzazione delle isole Egee, stabilito roccaforti e commerci come cancellieri della Repubblica in Candia, sono stati magistrati, notai, commercianti e alti prelati. Nel 1466 Maffia Ghirardi, Generale dell’Ordine dei Camaldolesi, viene eletto Patriarca di Venezia e pone la prima pietra della chiesa di S.Rocco. Partecipò, insieme ad altri 22 Cardinali al conclave del 1492, ed il suo autorevole voto risultò decisivo per l’elezione al soglio di Papa Alessandro VI, Borgia, risolvendo una situazione storicamente ben nota di stallo, che si era venuta a determinare per la contrapposizione tra due fazioni favorevoli da una parte alla signoria Medici di Firenze e dall’altra alla Repubblica di Venezia.

Già dal 1200 e fino a tutto il 1600, i membri della famiglia Ghirardi, imparentata nei secoli con alcune delle famiglie più in vista di Venezia (i Da Mosto, i Dolfin, i Barbarigo, i Ton, i Soranzo), ricoprono cariche di rilevo nella amministrazione Veneziana, come la segreteria dei Pregadi o il Consiglio dei dieci Savi, e sono ricordati per essere stati benefattori e mecenati delle arti. Paolo Veronese fu sostenuto nel suo impegno artistico e ospitato a dimora dalla famiglia Ghirardi, presso il cui palazzo, a San Samuele nel Sestriere di San Marco, morì nel 1588, come ricorda la lapide commemorativa ancora visibile in facciata del palazzo di famiglia. Agli inizi del 1600, Francesco Ghirardi, Cancellier Grande della Repubblica e del quale Tintoretto fece un importante ritratto, destina la famiglia Ghirardi alla difesa della Repubblica in terraferma, affidandole la responsabilità ed il comando del castello fortificato di Castelbaldo, a presidio dunque della parte sud del quadrante militare difensivo dello Stato. Con la caduta della Repubblica ad opera dei Francesi Napoleonici, la famiglia Ghirardi si stabilisce definitivamente in terraferma dedicandosi alla amministrazione dei propri beni e delle proprietà terriere. Da allora i Ghirardi, oltre che all’amministrazione delle proprietà, si dedicano all’approfondimento degli studi in campo umanistico e scientifico. Alcuni dei suoi componenti ricopriranno infatti vari incarichi pubblici come medici e farmacisti. E’ il caso di Antonio, che esercitò come primario a Montagnana in seguito alla laurea conseguita a Padova nel 1778 o Giuseppe, Rettore della Farmacia dell’Ospedale civile di Padova agli inizi dell’ottocento.

Questo è dunque il contesto storico-familiare nel quale Giordano Emilio Ghirardi matura e sviluppa, su un fondamento di solide basi umanistiche, le sue qualità di scienziato e le inclinazioni di imprenditore.

Giordano Emilio Ghirardi, una vita dedicata alla ricerca, allo sviluppo delle scienze mediche e all’impresa – Ghirardi nasce dunque nella cittadina di Salgareda, situata sulle rive del Piave, in provincia di Treviso, dove la famiglia possedeva proprietà terriere, una farmacia e aveva sviluppato e gestiva una fiorente attività industriale, realizzando una filanda ed una fabbrica di bevande. Si arruola in giovane età come sottoufficiale nell’esercito prendendo parte dal 1916 alla prima guerra mondiale, distinguendosi dapprima nel teatro operativo degli altipiani di Asiago e successivamente nel ’18 partecipando alla battaglia del Solstizio, che fermò e respinse gli Austro-Tedeschi ormai dilaganti verso Treviso in direzione di Milano. Sarà decorato come Cavaliere di Vittorio Veneto e con la medaglia d’oro del 50° della Vittoria.

Al termine della guerra, Ghirardi intraprese gli studi medici presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Padova, dove fu notato per le sue qualità di studioso dall’illustre fisiologo prof. Carlo Foà, che lo volle come allievo e collaboratore alla didattica presso la sua Cattedra, dapprima a Padova e successivamente nel 1924, a Milano, dove Foà era stato chiamato a ricoprire la Cattedra di Fisiologia nella neonata Università Lombarda.

  1. Emilio Ghirardi, 1924

Ghirardi si laurea dunque a Milano nel 1925, intraprendendo una intensa attività scientifica e didattica quale incaricato presso la Facoltà di Scienze e ricoprendo l’incarico di assistente presso il reparto di pediatria. Sotto la guida di Foà, sviluppa un importante filone di studi dedicati agli aspetti biologici della vita intrauterina. Nel 1926 vince una borsa di studio della Fondazione scientifica Rockefeller di New York, grazie alla quale si trasferì presso l’Istituto di Fisiologia dell’Università di Napoli sotto la diretta supervisione dell’illustre prof. Filippo Bottazzi. Come Fellow della Rockefeller Foundation Ghirardi ha dunque la opportunità di espandere ulteriormente le sue ricerche, che si incentrarono in particolare sul sarcoplasma e sulla diffusione dell’eccitamento nervoso e muscolare. Risale ad allora il sodalizio scientifico di Ghirardi con Luigi Califano e Gino Bergami, due grandi della ricerca scientifica Italiana, con i quali continuerà la collaborazione ed una amicizia personale, durante tutto il resto della sua vita personale e di imprenditore. Numerose sono in quel periodo le sue pubblicazioni scientifiche dedicate alla fisiologia del cuore, dei muscoli e dei nervi. Rientrato successivamente all’Università di Milano, riprende e sue ricerche e l’attività didattica presso l’Istituto di Fisiologia di questo Ateneo.

  1. Emilio Ghirardi, Istituto di Fisiologia dell’Università di Napoli, 1925 (foto eseguita durante un esperimento dal prof. Gino Bergami)

Agli inizi degli anni trenta, conobbe Roberto Lepetit, un acuto chimico e scienziato, al quale si accreditavano numerosi importanti brevetti di nuove molecole. Fu un incontro che segnò la vita di Ghirardi. Intatti Roberto Lepetit era allora, siamo nel 1930, il titolare della industria chimica “Ledoga SpA” produttrice di concianti e grossi prodotti chimici diversi, distribuiti in molti stabilimenti sparsi in varie regioni italiane. Roberto Lepetit chiede a Ghirardi di diventare il consulente scientifico della Ledoga e insieme immagineranno e creeranno un reparto di ricerche per lo sviluppo farmacologico di sostanze chimiche studiate e sviluppate presso la Ledoga. Il sodalizio tra Roberto Lepetit ed Emilio Ghirardi si rivela proficuo e denso di prospettive. Ghirardi convince infatti Lepetit a trasformare quello che era un semplice reparto del complesso chimico Ledoga in una vera e propria ditta farmaceutica. Si costituisce dunque la SA Lepetit farmaceutici, la cui direzione scientifica e amministrativa viene affidata a Ghirardi. Sotto la sua guida ed il suo impulso la Lepetit si sviluppa in modo rapido, posizionandosi rapidamente tra le maggiori aziende farmaceutiche italiane. A lui si deve l’istituzione dei prestigiosi “Premi di Laurea Lepetit”, la cui commissione giudicatrice era nominata dal CNR, i quali erano dedicati alla promozione della ricerca prodotta dai giovani laureati, mediante la assegnazione di borse di studio e la pubblicazione e diffusione delle ricerche premiate. A quegli anni risale anche la sua direzione della rivista scientifica “Rassegna Medica”, che ospitava con regolarità gli articoli di molte tra le eccellenze della clinica e ricerca scientifica Italiana di quegli anni.

Copia della rivista scientifica Rassegna Medica, allora diretta da G.E.Ghirardi. Anno 1933

 

Per i suoi meriti e le sue iniziative scientifiche, nel 1932 Ghirardi viene nominato da Guglielmo Marconi Membro permanente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

 

Durante i primi anni trenta Ghirardi partecipa a numerosi e periodici incontri con gli esponenti delle imprese italiane più importanti nel settore della farmaceutica, finalizzati ad esaminarne le prospettive di sviluppo. La sua chiara sensazione fu che nonostante esistesse una diffusa consapevolezza circa l’inferiorità dell’industria farmaceutica italiana in confronto a quella attiva nel nord Europa, vi era una scarsa capacità di elaborare e programmare delle iniziative capaci di correggere tale situazione penalizzante. In particolare, si discuteva di ricerca, ma nessuno possedeva in realtà la capacità di formulare un piano programmatico di settore.

Ghirardi intuisce in quel periodo l’importanza per l’industria farmaceutica italiana di sviluppare concretamente delle strutture di ricerca, inserite in un contesto industriale e capaci di sviluppare nuovi ed innovativi prodotti. Sotto la spinta di questa percezione, nel 1934 lascia dunque la direzione della Lepetit e fonda a Milano la propria industria farmaceutica, la Società Italiana Medicinali e Sintetici (SIMES spa), che indirizza in particolare alla ricerca e sviluppo di prodotti cardiologici. Ghirardi fonda inoltre, legandolo alle attività produttive della Simes, l’Istituto di Cardiologia Sperimentale di Milano che ebbe una vasta notorietà scientifica mondiale, e con il quale collaborarono alcuni dei più illustri cardiologi in campo internazionale. Ospitando e finanziando inoltre le ricerche di numerosi clinici e ricercatori italiani, che si avvalsero dei laboratori e delle sale chirurgiche sperimentali messe a loro disposizione dall’Istituto, per perseguire i loro obiettivi professionali in ambito universitario.

Pubblicazione promozionale dei prodotti sviluppati presso l’Istituto di Ricerca di Cardiologia Sperimentale, SIMES di Milano

Nel corso degli anni, dalla storica sede di Via Bellerio 41 ad Affori, la Simes si espande in Italia ed internazionalmente e Ghirardi fonda diverse sedi di produzione e ricerca in varie nazioni di diversi continenti (Belgio, Spagna, Brasile). L’azienda prosegue la sua prolifica attività scientifica nel corso degli anni fino alla fine degli anni ottanta, quando verrà ceduta da Ghirardi ad un’altra importante azienda del settore farmaceutico Italiano, la Zambon spa, allora presieduta dal genero Alberto, a cui Ghirardi affida la propria “creatura”, passione di una vita.

Giordano Emilio Ghirardi muore a Milano il 7 Febbraio 1990

Giordano Emilio Ghirardi. La sua figura di filantropo – Durante la sua vita Ghirardi si è anche dedicato ad opere filantropiche come ad esempio il salvataggio della Villa Contarini di Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova, altrimenti destinata alla definitiva decadenza strutturale, e l’Orto Botanico scientifico di Toscolano del Garda. Villa Contarini, acquistata negli anni ’70, venne completamente restaurata da Ghirardi che la aprì al pubblico, mettendola inoltre in grado di autosostenersi economicamente mediante varie iniziative.

La villa divenne così sede attiva di convegni scientifici ed umanistici e di attività culturali in campo artistico e musicale. Dopo la morte di Ghirardi a causa di riferite difficoltà economiche, dovute ad una presunta cattiva gestione economica da parte della fondazione cui era stata affidata, venne venduta alla Regione Veneto (https://www.regione.veneto.it/web/cultura/villa-contarini), che ne è ora proprietaria e la cui gestione oculata ha consentito di evitare che lo sforzo filantropico di Ghirardi fosse vanificato a causa di tali presunte inefficienze gestionali.

L’Orto Botanico sperimentale di Toscolano (http://www.ortobotanicoitalia.it/lombardia/brescia/), che Ghirardi fondò dedicandolo allo studio di piante ed erbe medicinali in collegamento con alcuni dei più prestigiosi orti botanici nel mondo, è invece ora di proprietà dell’Università di Milano alla quale è stato donato dagli eredi e che ne continua in modo eccellente la tradizione, perseguendo gli ideali del fondatore.